martedì 16 giugno 2009

EL ROMPE CALZON

Tra le cose che la suocera mi ha promesso di farmi trovare e che non vedo l'ora di riassaggiare c'è questo liquore originario della selva amazzonica che provai per la prima volta quando mi arrivò in Italia proprio come regalo della suocera direttamente dal Perù.
Un superalcolico dolce amaro che ricorda un po i nostri amari alle erbe del dopo cena stile fernet. Un liquore fatto con delle radici della foresta amazzonica, che oltre ad essere veramente molto molto forte ha la particolarità di essere, più che un digestivo, un afrodisiaco.
In effetti pare che le radici con cui è prodotto oltre ad avere le più diverse e sorprendenti proprietà curative siano anche dei fenomenali afrodisiaci.
Da cui, non a caso, il nome.
Le varie piante, prese singolarmente, sono da sempre rimedi e medicine e parte di pozioni magiche. Insieme, fatte macerare nell'alcool, danno vita a questo liquore il cui scopo principale non è più quello di essere medicinale ma quello di essere liquore. Infatti se ne berrete tantissimo non starete benissimo in virtù delle piante medicinali che contiene, ma più presumibilmente malissimo per via dell'alcool con cui è fatto.
Pare che non esista al di fuori del Perù e che fino a poco tempo fa fosse prodotto solo artigianalmente da chi ne custodiva il segreto.
E in effetti quello che ho bevuto io è stato fatto in casa proprio dalla mamma di mia moglie. E scusate se è poco.
Ultimamente però, stando a quello che trovo su Internet (http://peruinka.blogspot.com/2007/05/el-rc-rompe-calzn-licores-de-la-selva.html) pare che si sia cominciato anche a produrlo su scala un po più vasta. Lo stesso sito tra l'altro presenta anche altri liquori caratteristici della selva quali il 7raices e il Levantate Lazaro (che è un altro nome che è tutto un programma), nonchè gli ingredienti e il metodo di preparazione del mio RompeCalzon che riporto tra i miei appunti di modo che un giorno, magari coi consigli della suocera, potrò riprodurlo.
5 radici: abuta, chuchuhuasi, uña de gato, chayahuasca, cabobolo da macerare in aguardiente per 8 giorni per poi filtrare e aggiungere miele. sembra piuttosto semplice, la maggiore difficoltà sembra essere recuperare gli ingredienti.
ABUTA
Abuta è un rampicante legnoso le cui foglie possono raggiungere i 30 cm di lunghezza. Appartiene al genere dei Cissampelos, di cui la maggior parte delle specie si trovano ai tropici. Abuta si trova in Perù, Brasile, Ecuador e Colombia.
Come le altre piante del suo genere, contiene un gruppo di alcaloidi che sono stati oggetto di numerose ricerche nel corso degli anni. Da queste è emerso che gli elementi fitochimici che si trovano in abuta hanno proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, e antipiretiche. Più di un centinaio di studi ha recentemente descritto anche una possibile azione contro la leucemia e altre cellule tumorali, ma ricerche più approfondite sono ancora in corso. Accanto a queste, sono state documentate proprietà ipotensive, antimicotiche e antimicrobiche.
In Sud America abuta viene chiamata “erba delle levatrici” per il suo tradizionale impiego per tutti i tipi di disturbi femminili, dai crampi mestruali ai dolori pre- e post- partum, all'eccessiva emorragia, fino alle emorragie uterine.
Abuta ha una lunga storia di impiego come rimedio popolare per la digestione e altri disturbi in tutto il Nord e Sud America. (http://www.naturvitae.com/index.php?mod=content&ID=22&cat=ERBE&lang=IT)
CHUCHUHUASI
Chuchuhuasi è un enorme albero della foresta pluviale che può raggiungere i 30 metri di altezza e cresce nelle aree tropicali della foresta pluviale in Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù. Sono stati dati numerosi nomi a questa specie e tutti si riferiscono allo stesso albero.
Chuchuhuasi ospita i più potenti elementi fitochimici come triterpeni, favonoli e alcaloidi sesquiterpeni. Due dei più conosciuti elementi in chuchuhuasi sono due alcaloidi di cui è stata documentata già negli anni '60 l'attività antitumorale, anche se non sono presenti in una quantità sufficiente per avere davvero un'azione terapeutica contro il cancro.
La lunga storia d'uso di chuchuhuasi ha alimentato un grande interesse nella comunità scientifica. Negli anni '60, una compagnia farmaceutica americana scoprì una potente proprietà di immunostimolante localizzata nell'estratto di foglie e corteccia, documentando che aumentava la fagocitosi (la capacità delle cellule immunitarie di attaccare i batteri e le cellule sconosciute). Ricerche del 1977 hanno riportato che l'estratto alcolico della corteccia possedeva un'azione antinfiammatoria e analgesica, scoperta che ha convalidato l'uso tradizionale per i dolori artritici. Azione questa, che è stata registrata negli anni '80 anche da un gruppo di ricercatori italiani che, in più, sostennero che quest'azione era parzialmente collegata ai triterpeni e agli antiossidanti isolati nella corteccia del tronco.
Nel 1993, un gruppo di ricerca giapponese ha isolato un nuovo gruppo di alcaloidi, a cui è probabilmente da ascrivere l'efficacia del chuchuhuasi nei trattamenti di artrite e reumatismi. Una compagnia farmaceutica statunitense, studiando le proprietà antinfimmatorie ed antireumatiche di questa pianta, ha determinato che questi alcaloidi possono inibire la produzione della proteina chinasi C
Altri elementi fitochimici attivi contro l'aldoso reduttasi (l'enzima implicato nel danneggiamento delle terminazioni nervose nei pazienti diabetici) sono stati poi scoperti da un gruppo di ricerca spagnolo nel 1998.
Infine, un test compiuto da ricercatori italiani negli anni '70 e poi ribadito nel 1999 e nel 2000, ha documentato l'azione di un estratto di chuchuhuasi contro il cancro della pelle.
Molti altri usi sono poi documentati nella medicina tradizionale, dove la corteccia della pianta è stata usata per secoli come rimedio. Il nome peruviano della pianta, ad esempio, significa “schiena tremante” e si riferisce al suo impiego tradizionale per l'artrite, i reumatismi e il mal di schiena. Gli indigeni dell'Amazzonia credono inoltre che il chuchuhuasi sia un afrodisiaco ed un tonico. (http://www.naturvitae.com/index.php?mod=content&ID=41&cat=ERBE&lang=IT)
UNA DE GATO
Cat's claw (Uncaria tomentosa) è un rampicante legnoso il cui nome deriva dalla forma uncinata delle spine che crescono attorno al rampicante e assomigliano agli artigli del gatto. Cat's claw cresce nella foresta pluviale e nelle aree tropicali dell'America Meridionale e Centrale, inclusi Perù, Colombia, Ecuador, Guinea, Trinidad, Venezuela, Suriname, Costa Rica, Guatemala e Panama.
In Messico e America Latina altre specie di piante vengono comunemente chiamate uña de gato, ma non appartengono né allo stesso genere né alla famiglia dell'Uncaria tometosa e hanno proprietà tossiche.
In cat's claw sono presenti diversi elementi chimici a cui si devono gran parte delle azioni e degli usi della pianta.
Fra i primi e più studiati elementi, ci sono un gruppo di oxidol-alcaloidi di cui è stato documentato l'effetto immunostimolante e anti-leucemico. Un altro gruppo di alcaloidi ha dimostrato azioni antinfiammatorie e antivirali, mentre un'altra classe di composti presenti in cat's claw è stata documentata per l'azione immunostimolante, antinfiammatorio, anti- cancerogene e di riparatori cellulari.
Un'importante serie di studi condotti fra il 1970 e il 1990 su cat's claw si devono al giornalista ed etnologo autodidatta Klaus Keplinger e, sulla sua scia, a ricercatori europei e peruviani. Da essi è emerso che, usata in piccole quantità, cat's claw aumentava la funzione immunitaria del 50%.
In aggiunta a questa azione immunostimolante, sono state documentate in vitro proprietà anti-cancerogene e anti-leucemiche. Una ricerca italiana del 2001 ha dimostrato che in vitro cat's claw può inibire del 90% le cellule cancerogene del seno. Uno studio svedese precedente del 1998 ha documentato il potere inibitore in vitro della crescita del linfoma e delle cellule leucemiche. Ricerche precedenti avevano d'altra parte già segnalato come cat's claw riduceva alcuni effetti collaterali delle terapie anti-cancro (perdita di capelli, perdita di peso, nausea, infezioni secondarie, perdita di globuli bianchi). Quest'azione è stata attribuita alla proprietà coadiuvante di cat's claw nella riparazione del DNA e nella prevenzione delle cellule dagli agenti mutageni.
Un'altra significativa area di studi si è focalizzata sulle proprietà antinfiammatorie di cat's claw. Tests hanno dimostrato che cat's claw può inibire l'infiammazione dal 46% all'89%, convalidando così l'uso tradizionale della pianta per artriti e reumatismi, oltre che per infiammazioni gastrointestinali.
Ricercatori argentini invece ne hanno studiato e documentato l'effetto antiossidante e inibitore del fattore di necrosi tumorale alfa. Una ricerca statunitense ha riportato questa proprietà non all'azione immunostimolante degli alcaloidi di cat's claw, ma a quelle antinfiammatorie di un gruppo di glicosidi che agirebbero sull'agente chimico infiammatorio che è il fattore primo di crescita tumorale. A questo stesso gruppo di elementi fitochimici sono state anche attribuite proprietà antivirali.
Altri alcaloidi contenuti in cat's claw sono inoltre stati studiati per le loro proprietà ipotensive, vasosilatatorie, oltre che per l'azione di abbassamento della frequenza cardiaca e dei livelli di colesterolo nel sangue.
Infine, le più recenti ricerche hanno studiato i possibili effetti di cat's claw su individui affetti da morbo di Alzheimer, oltre che su depressione, ansia, disturbi alimentari, dolori cronici e obesità.
(http://www.naturmedica.com/index.php?mod=erbe&ID=37&lang=IT)
CHAYAUASCA
Sulla Chayauasca non ho trovato interrogando Google nessuna risposta. Da ricerche collaterali credo che potrebbe corrispondere al Sanango, ingrediente della famosa Ayahuasca, divino allucinogeno o, più probabilmente, alla Clavo Huasca, potente afrodisiaco naturale che aumenterebbe la libido soprattutto femminile.... ad ogni modo....:
CLAVO HUASCA
Clavo huasca è un rampicante che può estendersi fino a 80 m in lunghezza ed è tipico della foresta amazzonica e di altre aree del Sud America. La corteccia e la radice hanno un distintivo aroma simile a quello del chiodo di garofano, da cui il suo nome comune chiodo di garofano bianco.
Nonostante la sua lunga storia come rimedio nella medicina popolare sudamericana, non sono stati ancora pubblicati studi clinici su clavo huasca.
Ancora oggi, questa pianta è usata in modo diffuso come afrodisiaco naturale sia per gli uomini che per le donne nel Sud America. In particolare, sembra essere molto efficace per le donne nel periodo pre-menopausa (ma non altrettanto per la perdita di libido dopo la menopausa). (http://www.naturvitae.com/index.php?mod=content&ID=44&cat=ERBE&lang=IT)
CABOBOLO
Infine anche del Cabobolo nè io nè Internet ne sappiamo un bel niente. Studi incrociati su diverse traduzioni mi hanno portato a pensare, ma potrei benissimo sbagliarmi, che potrebbe essere l'Iporuru, altro potente afrodisicaco naturale che aumenterebbe la libido soprattutto maschile questa volta. ....ad ogni modo....:
IPORURU
Iporuru è un arbusto che raggiunge gli 8-10 m di altezza che cresce principalmente sui rilievi più bassi e sui piani alluvionali del sistema di fiumi amazzonici in Perù, ed è tipico delle aree umide e tropicali di Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Paraguay e Venezuela. Iporuru può essere coltivato solo nella stagione secca, mentre passa la stagione delle piogge sott'acqua. La gente del luogo ritiene che le proprietà officinali localizzate nella corteccia siano presenti solo durante la stagione secca.
Finora è stata condotta ben poca ricerca per catalogare gli elementi fitochimici presenti in iporuru. Uno screening iniziale ha rivelato che contiene steroidi, saponine, fenoli, flavonoli, flavoni, tannini, xantoni e alcalodi. Le proprietà antinfiammatorie di iporuru sono attribuite a un gruppo di alcaloidi localizzati nella corteccia.
Similmente, non è stata condotta una gran ricerca clinica su iporuru, di contro alla sua lunga storia d'uso nei sistemi erboristici del Sud America. Tuttavia, quel poco che è stato studiato aiuta decisamente a spiegare alcuni dei suoi usi tradizionali. Studenti di farmacognosi in Svezia hanno documentato come un estratto alcolico di corteccia possa ridurre gonfiori e infiammazioni se applicato topicamente. E' stato inoltre segnalato come questo estratto sia in grado di inibire la sintesi di prostaglandina COX-1. Le prostaglandine, prodotte dall'attività dell'enzima cicloossigenasi (COX), sono collegate ai processi e alle malattie infiammatorie. L'azione inibitoria della prostaglandina può in parte spiegare l'uso tradizionale di iporuru per le infiammazioni alle giunture e i disturbi ossei come l'osteoartrite, l'artrite e i reumatismi.
Un'altra ricerca, condotta in Canada, ha segnalato come iporuru possa anche avere azioni antimicotiche, antivirali e antitumorali. I ricercatori canadesi durante l'analisi dell'inibizione del tumore del colletto, hanno testato l'attività di un estratto alcolico e di uno acquoso di corteccia di iporuru a piccoli dosaggi. In un altro test, solo l'estratto alcolico è stato dimostrato attivo. Questi tests hanno rivelato che l'estratto alcolico manifesta un'azione antimicotica contro diversi ceppi di funghi, mentre quello acquoso è inattivo. Allo stesso modo, l'estratto alcolico ha rivelato una migliore azione antivirale rispetto a quello acquoso. Ma nessuno dei due ha mostrato alcuna azione antibatterica o anti-lieviti.
Per secoli gli indigeni dell'Amazzonia hanno utilizzato la corteccia e le foglie di iporuru per differenti scopi. Comunemente, iporuru viene utilizzato assieme ad altre piante durante l'addestramento sciamanico e, alle volte, è uno degli ingredienti dell'ayahuasca (un decotto multi-erbe allucinogeno usato dagli sciamani). In tutta l'Amazzonia la corteccia o le foglie vengono preparate in tinture (generalmente assieme al rum locale, chiamato aguardiente) come rimedio locale per reumatismi, artriti, raffreddori e dolori muscolari. E' inoltre famoso fra gli indigeni peruviani per dare sollievo ai sintomi dell'osteoartrite e aiutare la flessibilità e la mobilità.
(http://www.naturvitae.com/index.php?mod=content&ID=147&cat=ERBE&lang=IT)

domenica 29 marzo 2009

ABBIAMO PRESO I BIGLIETTI!

SI PARTE IL 19 LUGLIO DA MILANO ALLA SERA, AL MATTINO SIAMO IN BRASILE E TRE ORE DOPO PRENDIAMO L'AEREO PER LIMA

NON VEDO L'ORA!

sabato 17 gennaio 2009

volevo segnalare questo sito
siamolatinos
interessante pagina web di un peruviano che abita in italia e che ha raccolto nella sua pagina web tutta una serie di curiosità, foto, video, articoli interessanti e di attualità sul perù e tutto il mondo latino, sui latini in italia e sull integrazione degli stessi in italia.
interessante anche il titolo, metà in italiano e metà in spagnolo, cosa questa che segnala la fusione delle due culture e che mi è piaciuta molto.

volevo inoltre ringraziare l autore per essermi venuto a trovare nel mio blog.

hola!

venerdì 2 gennaio 2009

LA DANZA DELLE FORBICI

comincio l anno nuovo con un articolo interessante. la danza delle forbici.
abbiamo festeggiato il capodanno in famiglia quest anno. con la metà peruviana. abbiamo mangiato peruviano ma di questo parlerò semmai in un altro articolo. abbiamo festeggiato un capodanno normale per il resto. italiano, se vuoi. s'è mangiato bevuto e scherzato. abbiamo passato l uno guardando dei video su danze peruviane.
quella di cui m interessa parlare è
la danza delle forbici.

uno perchè m han detto che questo è il suo periodo, da dopo natale per l esattezza (anche se per la verità di questo non ho trovato conferme nelle mie breviricerche in rete), e 2 perchè mi hanno anche detto che la regione di provenienza di questa danza è proprio Huancavelica, cioè, come avevo avevo già avuto modo di dire, la regione dalla quale proviene mia moglie e che avrò presto modo di visitare. di questo ho sì trovato conferme anche se bisogna precisare che la danza non è esclusiva solo di Huancavelica ma di tutta quella zona lì (sempre secondo le voci della rete), da lì poi è facile intuire come sia diventata in un secondo momento patrimonio nazionale.

è una danza antichissima, con una musica piacevolissima, molto vivace e svelta, che prevede sostanzialmente la sfida tra 2 danzatori che svolgono evoluzioni impressionanti tenendo sempre in mano delle forbici che suonano senza sosta. esattamente. le suonano. non smettono mai nemmeno mentre fanno le evoluzioni che potete vedere nei video che di seguito propongo.

da quello che ho capito la danza anticamente prevedeva anche pratiche violente quasi sadiche di automutilazione che avevano certamente una qualche valenza religiosa o simbolica mentre adesso quest aspetto viene un po tralasciato a favore dell aspetto più prettamente spettacolare della danza stessa.

infine una delle particolarità che mi ha più colpito è il fatto, curiosissimo, che in questa danza non è il danzatore a seguire il tempo della musica costruendoci sopra i suoi balli, come succede normalmente nella totalità, per quanto ne so, degli altri balli del mondo, ma è la musica che corre dietro alle evoluzioni del danzatore assecondandone i movimenti.

gli strumenti utilizzati sono, oltre alle forbici che suona il danzatore, l'arpa e il violino.

infine sono da notare i costumi, bellissimi e sgargianti.


di seguito la spiegazione spagnola, di certo più esauriente della mia, di wiki sud america

Danza de las tijeras
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La danza de las tijeras, danzaq o danza de gala es una danza mestiza originaria de la región de Ayacucho, en el Perú, cuyo marco musical es provisto por violín y arpa, y que posteriormente fue difundida a las regiones de Huancavelica y Apurímac.[1]

La danza de tijeras puede ser de distintos tipos, por ejemplo, la danza mayor o de competencia, la danza menor o «Qolla alva» que se baila por las noches; y zapateos, ejecutados en las festividades navideñas.[2] En la danza de competencia, dos bailarines (también llamados «danzaq») danzan por turnos retándose el uno al otro a superar el riesgo de los pasos que realizan, a esta competencia se conoce como «atipanakuy», «hapinakuy», «tupanakuy», entre otros.[1]

Según los sacerdotes de la colonia, su lado mágico obedece a un supuesto pacto con el diablo, debido a las sorprendentes pastas o pruebas que ejecutan en la danza. Estas pruebas se denominan Atipanacuy. El instrumento central de la danza son las tijeras elaborados de dos placas independientes de metal de aproximadamente 25cm.de largo y que juntas tiene la forma de un par de Tijeras de punta roma. Actualmente las regiones de mayor difusión de esta danza son: Huancavelica, Ayacucho, Junín, Apurímac y Lima. [cita requerida]
Contenido
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* 1 Secuencia de la danza
* 2 La danza de las tijeras en la actualidad
* 3 Notas
* 4 Enlaces externos

Secuencia de la danza [editar]

La danza de las tijeras sigue una secuencia según la cual varía la música y se incrementa progresivamente el riesgo de los pasos de baile.[1]

1. «Ensayo»:
2. «Tonada»:
3. «Huamanguino»:
4. «Patara» o «pasta»: En esta etapa se ejecutan pasos de baile sobre la punta de los pies.[1]
5. «Cascabel»:
6. «Caramuza»:
7. «Agonía»:

La danza de las tijeras en la actualidad [editar]

Es un baile de hombres que se desarrolla en contrapunto (Atipanakuy), al son del arpa y del violín.Los campesinos la llamaban “Supaypa Wasin Tusuq”: el danzante en la casa del diablo. José Maria Arguedas generalizó la apelación “danzante de tijeras” por las tijeras que los danzantes llevan en la mano derecha y que las entrechocan mientras bailan. Al final de la fiesta, la gente de la comunidad designa al ganador.

En la sierra, se baila desde abril hasta diciembre, en todas las fiestas agrícolas y religiosas importantes. Cada melodía corresponde a unos pasos : Pasacalle, para marchar en las calles; Wallpa wajay, cuando son las tres de la mañana y canta el gallo. Durante el día, se toca en tono mayor, por la noche, en tono menor. El primer día (Anticipo), llegan al pueblo los músicos y danzantes. A las 12 de la noche, en secreto, hacen el pago en la plaza, la ofrenda al Huamani. El segundo día (Víspera), desfilan por las calles y bailan en contrapunto desde las 6 de la mañana hasta las 8 de la noche. El tercer día (Día Central), se hacen las pruebas : hacen números de magia, se traspasan con agujas y espinas, suben a las torres de la iglesia(torre bajay)donde realizan demostraciones de equilibrio y acrobacia. El cuarto día (Cabildo), bailan otra vez hasta las 8 de la noche y el quinto día (Despacho), regresan a su lugar de origen.

En Lima, el tiempo y el espacio urbano han provocado transformaciones profundas del baile. En las fiestas religiosas tradicionales celebradas por las asociaciones de provinciales, solamente se celebra durante dos o tres días, un fin de semana. En los teatros, se tuvo que adaptar para la escena teatral y cada representación solamente dura de 15 hasta 20 minutos.

Danza ritual de la sierra, se convirtió en una danza festiva y espectáculo en Lima. Revela un proceso de transformación profunda de la cultura andina y de la cultura urbana a su vez. Convertido ahora en uno de los símbolos de la cultura nacional.

La Sarita, grupo peruano de rocanrol, canta sobre los danzantes de tijeras en la cancion "Danza la Raza", donde se incorpora el uso del arpa y del violin para describir una escena de un danzante de tijeras.




e dopo di quella spagnola
in italiano, bella e esauriente, ne propongo una da
PORTALE PERU'
interessantissimo portale italiano sul perù che solo adesso scopro e che è
questa



+ altre in italiano:
ventitre
e
didaweb

e un'altra in spagnolo che pone più l accento sull aspetto magico religioso della danza stessa e sulle sue origini in conflitto con la religione cristiana
listamusicacriolla
arrivando persino a definire i bellerini "danzatori del diavolo"!

su quest aspetto voglio fare un appunto che trovo importante: il perù è un paese molto cattolico ma nella sua originalità data dalla fusione di diverse culture, quella incaica e quella spagnola, ha sempre o quasi trovato il modo di far convivere in una sconcertante armonia concetti o fatti altrimenti in totale disaccordo. in primo luogo questo è vero per la religione (non per niente mio cognato mi diceva che questa è una danza che trova il suo spazio soprattutto nel periodo natalizio quando nelle sue origini non ha niente a che fare col natale; fonti della rete parlano del periodo di settembre portandomi un po di confusione su questo punto).
non ultimo il fatto delle forbici stesse: per una danza così antica che rivendica le sue origini tutte incaiche, viene utilizzato quale strumento principale un oggetto portato in america dagli spagnoli! (prima si utilizzavano sonagli in rame) --> vedi maggiori info su questo punto sui siti in italiano che ho citato in cui si fa riferimento anche all aspetto magico delle forbici (che infine riporto per completezza:)

"Con l'arrivo degli spagnoli il metallo fu visto come un elemento magico sia perché era sconosciuto sia per la sua brillantezza. Oggi si continua a pensare che le forbici abbiano un potere speciale, ragion per cui si usano con molta cautela evitando di separare le loro due parti perché si crede che l'energia del ballerino possa fuggire."

una galleria di immagini molto forti da
kataweb
che pongono l accento sull aspetto macabro cui accennavo più che su quello spettacolare


e, finalmente, una serie di video da youtube


Dances of Peru "Tijeras"



MAXIMO DAMIAN Y DANZANTES DE TIJERAS




DANZA TIJERAS HUANCAVELICA




DANZA CEREMONIAL DE LAS TIJERAS




Danzante de tijera cascavelina




Danzante de tijera pampa ensayo




Danzante de tijera alto ensayo




Danzante de tijera Incaiko




Danza de Tijeras - Esc Sup de Folklore José María Arguedas

venerdì 12 dicembre 2008

stasera abbiamo cenato con la mazamorra morada

ogni tanto mi capita di mangiar peuviano, mi piacerebbe tenere anche un ricettario delle cose che mi capita di mangiare e aggiornarlo ogni volta che mi capita di mangiare un piatto nuovo ma fino a ora non ci avevo pensato. ne avrei già un bel po, ma tant'è, cominciamo dalla mazamorra morada.

da wikipedia:

Mazamorra morada
De Wikipedia, la enciclopedia libre
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Mazamorra morada servida sin adornos

La mazamorra morada es un postre típico del Perú elaborado a base de maíz morado concentrado con fécula. Este postre se prepara especialmente en el mes de octubre, en donde se conmemora el mes del Señor de los Milagros.

El consumo de mazamorra morada está muy extendido, existiendo puntos de venta en la calle que venden porciones de este y otros postres tradicionales de la gastronomía peruana, como por ejemplo el arroz con leche, el arroz zambito, la mazamorra de calabaza y el champus.

La porción de «mazamorra morada» acompañada de «arroz con leche», servidos en partes iguales en un mismo recipiente, es conocida como «clásico» en alusión al clásico del fútbol peruano entre los clubes Alianza Lima y Universitario de Deportes.

Ingredientes [editar]

* 1 kilo de maíz morado
* 4 litros de agua
* 1 rama de canela
* 6 clavos de olor
* Cáscaras de una piña
* 2 membrillos picados
* 2 manzanas picadas
* 1½ taza de azúcar
* 1 taza de guindas
* 1 taza de guindones
* 1 taza de huesillos
* 2 tazas de piña en cubos
* 7 cucharadas de harina de camote
* Jugo de 3 limones
* Canela molida

Preparación [editar]

Cocine el maíz morado desgranado con sus corontas en agua con la canela, los clavo de olor, las cáscaras de piña, el membrillo y la manzana, hasta que los granos de maíz morado estén abiertos, aproximadamente treinta minutos.

Cuele, agregue, el azúcar, la fruta seca, la piña y regrese a fuego lento para que cocine durante treinta minutos. Añada la harina de camote disuelta en agua fría de piña y mueva por 15 minutos. Al final agregue el jugo de los limones y cocine cinco minutos moviendo constantemente. Sirva caliente y espolvoree canela molida.